Tutti conosciamo i Taxi, ma quanti sanno da dove deriva la parola “taxi”?
Infatti sono molto frequenti domande come: da dove arriva la parola “taxi”? Qual è il suo significato esatto? E cosa significa “taxi” in tedesco? In questo articolo, risponderemo a queste domande e scopriremo le affascinanti origini di questa parola così diffusa.
Il termine “taxi” è ormai parte del nostro linguaggio quotidiano, ma pochi conoscono le sue origini e il significato che porta con sé. Dalla sua nascita legata al tassametro, un’invenzione rivoluzionaria del 1891, fino alla sua diffusione globale, questa parola racconta una storia di innovazione e cambiamento.
Il taxi è diventato un simbolo di mobilità urbana, con una storia che intreccia cultura, tecnologia e tradizione.
Scopriamo dunque insieme perché il taxi si chiama così e quali curiosità si nascondono dietro questa parola.

Le origini della parola “Taxi”
L’origine più documentata e riconosciuta della parola “taxi” si lega strettamente al termine inglese “taximeter cab”, ovvero “carrozza con tassametro”.
Il tassametro fu la vera rivoluzione che offrì una risposta concreta al problema della tariffazione equa, trasparente e oggettiva nei servizi di trasporto pubblico.
Prima del tassametro, chi viaggiava con le carrozze pubbliche doveva spesso negoziare il prezzo con il conducente, dando inevitabilmente origine a litigi e malintesi. Il nuovo strumento, invece, garantì un sistema standardizzato e verificabile anche dalle autorità.
L’etimologia del tassametro
Il termine “tassametro” è una fusione che deriva dal francese “taximètre”, attestato già nella seconda metà dell’Ottocento.
Questo vocabolo è composto da due radici di grande importanza:
- “Taxe”: deriva dal francese, e sta per tassa o tariffa. In questo contesto indica il costo relativo al servizio di trasporto offerto.
- “Mètre”: è la parola francese per “misura”, a sua volta proveniente dal greco antico “metron”.
La combinazione di questi due termini risulta particolarmente calzante: il dispositivo serviva, infatti, a misurare la distanza o il tempo e a determinare su questa base la tariffa da applicare. In breve, il tassametro rendeva oggettiva la spesa e riduceva la possibilità di frodi o contestazioni.
Il tassametro: l’invenzione di Friedrich Wilhelm Gustav Bruhn
Il grande salto tecnologico si ebbe nel 1891, quando l’ingegnere tedesco Friedrich Wilhelm Gustav Bruhn brevettò il primo tassametro moderno. Questo ingegnoso strumento era in grado di registrare la distanza percorsa dal veicolo grazie a una serie di ingranaggi collegati alle ruote, e di calcolare in tempo reale la tariffa spettante al conducente tramite un quadrante ben visibile anche al passeggero.
L’introduzione del tassametro cambiò radicalmente il trasporto pubblico urbano: il prezzo della corsa divenne trasparente, regolato da criteri oggettivi e costantemente verificabile. Le amministrazioni comunali e le compagnie private iniziarono rapidamente a dotare le proprie vetture di questo strumento, favorendo la nascita di una nuova categoria professionale: quella dei tassisti, riconosciuta e regolamentata in moltissimi Paesi.
Prima dell’avvento del tassametro, la mancanza di regole precise faceva sì che le tariffe potessero variare notevolmente, persino per corse simili, alimentando diffidenze e contenziosi tra passeggeri e conducenti. Il tassametro segnò così la fine della negoziazione arbitraria delle tariffe e l’inizio dell’era moderna del trasporto urbano a pagamento.
Il successo dell’invenzione fu clamoroso. Nel giro di pochi anni, i cosiddetti “taximeter cabs” cominciarono a circolare non solo nelle grandi città europee come Londra, Berlino e Parigi, ma arrivarono anche oltreoceano, approdando in città come New York e Chicago. Con il tempo, proprio dalla sigla abbreviata “taxi” si affermò il nome comune con cui chiamiamo tuttora questo servizio.
🟡 🟠 ⚫️ Di che colore sono i Taxi nel mondo? Clicca e scoprilo!

La famiglia Thurn und Taxis
Oltre alla spiegazione più conosciuta che lega il termine “taxi” al tassametro, esiste anche una teoria meno accreditata ma affascinante che coinvolge direttamente la famiglia Thurn und Taxis.
Le origini della famiglia Thurn und Taxis ed il collegamento con il nome “Taxi”
La famiglia Thurn und Taxis ha origini italiane, più precisamente di Cornello dei Tasso, un piccolo borgo montano situato nella Val Brembana, in provincia di Bergamo. Qui, nel Medioevo, nacque la stirpe dei Tasso, eccellenti corrieri e organizzatori di messaggerie che già nel Trecento gestivano importanti servizi postali per le signorie italiane e le corti europee.
Nel corso del tempo, i Tasso furono chiamati a lavorare oltre le Alpi, specie nell’ambito dell’Impero Asburgico. Ebbero così la possibilità di ampliare enormemente la loro rete di comunicazioni, arrivando fino ai Paesi Bassi e alla Spagna. Ai primi del Cinquecento, sotto la guida di Francesco Tasso, la famiglia ricevette dall’imperatore Massimiliano I il compito ufficiale di organizzare il servizio postale imperiale.
Fu proprio durante il loro trasferimento in Germania, e per concessione imperiale, che cambiarono il cognome assumendo la forma tedesca “Thurn und Taxis”.
Il nome tedesco “Thurn und Taxis” deriva da una germanizzazione del loro nome italiano. “Tasso” fu tradotto in “Taxis”, mentre “Thurn” (che significa “torre” in tedesco) fu aggiunto per richiamare la famiglia Della Torre, con cui i Tasso si imparentarono. Questo cambiamento fu ufficializzato nel 1650 dall’imperatore Ferdinando III, che concesse loro il diritto di usare il nome e lo stemma.
Un modello per l’Europa: il sistema postale dei Thurn und Taxis
Grazie alla loro abilità organizzativa, i Thurn und Taxis crearono una delle più articolate e moderne reti di posta in Europa tra Quattrocento e Ottocento. Le loro “stazioni di posta” erano punti strategici dove i corrieri potevano cambiare cavallo e proseguire senza interruzioni, consentendo la trasmissione rapidissima di lettere e messaggi tra le corti più importanti d’Europa. Il servizio era così efficiente che venne preso a modello e spesso adottato – in forme simili – anche da altri Stati.
Alla fine del XVIII secolo, la famiglia Thurn und Taxis, che gestiva migliaia di carrozze e cavalli con cui distribuiva la posta, decise di diversificare il proprio business, utilizzando la loro rete e i loro mezzi anche per il trasporto passeggeri. Questa scelta rappresentò un passo logico, poiché le infrastrutture erano già operative e il trasporto di persone offriva una nuova opportunità di crescita e profitto.
L’eredità e la connessione con il termine “taxi”
La teoria che collega la famiglia Thurn und Taxis al termine “taxi” si basa sul loro nome “Taxis”. Questa famiglia, famosa per aver gestito uno dei primi e più efficienti sistemi postali in Europa, ha lasciato un’impronta significativa nella storia dei trasporti. Il loro nome, “Taxis”, potrebbe aver ispirato il termine moderno “taxi”, utilizzato per indicare i veicoli a pagamento.
Sebbene l’etimologia ufficiale di “taxi” derivi dal francese “taximètre” (il dispositivo per calcolare le tariffe), il nome della famiglia Thurn und Taxis e il loro ruolo pionieristico nei trasporti hanno portato alcuni a ipotizzare un legame storico. Questa connessione è più simbolica che linguistica, ma sottolinea l’importanza della famiglia nella storia della mobilità e delle comunicazioni.
Thurn und Taxis e Torquato Tasso
Torquato Tasso (1544-1595), celebre poeta del Rinascimento italiano e autore di capolavori come La Gerusalemme Liberata, è legato genealogicamente alla famiglia Tasso, originaria di Cornello in Val Brembana. Sebbene vissuto molto prima che questa stirpe assumesse il nome Thurn und Taxis, il suo cognome lo collega simbolicamente a una famiglia che, nei secoli successivi, avrebbe rivoluzionato il sistema postale in Europa. Nonostante Torquato fosse interamente dedicato alla letteratura e non avesse alcun coinvolgimento nelle attività postali, il suo legame con questa dinastia rimane significativo, rappresentando un punto d’incontro tra cultura e innovazione nei sistemi di comunicazione.

La diffusione globale del termine “taxi”
Il termine “taxi” ha attraversato confini geografici e culturali, adattandosi alle lingue e alle tradizioni locali, ma mantenendo la sua essenza universale come simbolo di trasporto pubblico.
Ecco come si è diffuso e trasformato in diverse parti del mondo:
Nome Taxi in Europa
- Francia: Il termine “taxi” si è radicato fin dall’inizio, accompagnato dall’uso di “taximètre” per indicare l’apparecchio di misurazione delle tariffe. La Francia è stata una delle prime nazioni a regolamentare il servizio, contribuendo alla diffusione del termine.
- Germania: In Germania, sia “Taxi” che “Taxameter” sono termini di uso comune. Questo riflette l’importanza attribuita alla precisione nella tariffazione, un aspetto cruciale per il servizio.
- Spagna: “Taxi” è il termine standard, ma si utilizza anche “taxímetro” per indicare il tassametro. In alcune regioni, si trovano varianti linguistiche che riflettono le influenze locali.
- Russia: Qui il termine è stato adattato come “такси” (taksi), mantenendo sia il suono che l’impostazione grafica occidentale, a dimostrazione dell’influenza culturale europea.
Nome Taxi in Asia
- Giappone: La parola “taxi” è stata traslitterata in “タクシー” (takushī), adattandosi alle regole fonetiche e grafiche della lingua giapponese. Il servizio taxi è altamente regolamentato e noto per la sua efficienza.
- Cina: In Cina, si utilizza l’espressione “出租车” (chūzūchē), che significa letteralmente “auto a noleggio”. Tuttavia, il termine “taxi” è riconosciuto nelle aree più internazionali e turistiche.
- India: Il termine “taxi”, di derivazione inglese, è ampiamente utilizzato, ma coesiste con termini locali come “cab” o “auto-rickshaw”, che indicano mezzi di trasporto specifici e regionali.
Nome Taxi in Americhe
- Stati Uniti: Negli Stati Uniti, “taxi” e “cab” sono entrambi ampiamente diffusi e spesso usati come sinonimi. Il colore giallo dei taxi di New York è diventato un’icona globale.
- Messico: “Taxi” è il termine più comune in tutto il Paese, ma alcune città adottano varianti regionali o termini colloquiali per indicare i veicoli.
- Brasile: In Brasile, la parola “táxi” è scritta con un accento tipico della lingua portoghese. Il servizio taxi è diffuso soprattutto nelle grandi città, dove è regolamentato per garantire tariffe e standard di qualità.
Scopri i Taxi che hanno fatto la storia!
Il “Tassì”: un’italianizzazione storica
Come si chiamano i Taxi in Italia? In Italia, il termine “taxi” è stato ufficialmente italianizzato durante il regime fascista, che promuoveva una campagna per eliminare i termini stranieri dalla lingua italiana. Nel 1932, il quotidiano La Tribuna organizzò un concorso per trovare un’alternativa italiana a “taxi”. Tra le proposte, come “autopubblica” e “tassauto”, fu scelto “tassì”, un termine che richiamava il tassametro, lo strumento utilizzato per calcolare le tariffe. Sebbene oggi “taxi” sia il termine più comune, “tassì” rimane un simbolo di quel periodo storico e delle politiche linguistiche dell’epoca.
Un viaggio linguistico che continua
La storia del termine “taxi” è un vero e proprio viaggio attraverso l’evoluzione della società. Dal geniale scatto ingegneristico di Bruhn che permise la tariffazione oggettiva, alle teorie affascinanti che collegano la parola a uno dei primi sistemi postali continentali, ogni tappa ha arricchito il significato e la funzione del taxi nella vita moderna.
Dalle sue origini legate al tassametro fino alla sua diffusione globale, questa parola continua a rappresentare un simbolo universale di mobilità e connessione.
FAQ in pillole – Domande frequenti sull’origine del termine “taxi”
Perché si dice taxi?
Si dice taxi perché il nome deriva dal taximetro, lo strumento che calcola la tariffa in base al tempo e alla distanza di percorrenza.
Da dove deriva la parola taxi?
La parola taxi deriva dal francese taximètre, a sua volta basata sul greco taxis (ordine, tariffa) e dal latino metrum (misura).
Cosa vuol dire taxi?
Taxi indica un veicolo pubblico a pagamento, disponibile su richiesta, che trasporta persone verso una destinazione specifica.
Quando sono nati i taxi?
I taxi, come li conosciamo oggi, sono nati a fine Ottocento, con l’introduzione del taximetro e delle prime auto pubbliche a Parigi e Berlino.
Come si chiamavano i taxi una volta?
Prima dell’invenzione del taxi moderno, si usavano carrozze a noleggio, chiamate fiacre in Francia o hansom cab in Inghilterra.
Differenza tra taxi e noleggio con conducente (NCC)?
Il taxi può circolare liberamente e prendere clienti per strada, mentre l’NCC lavora solo su prenotazione e ha tariffe concordate in anticipo.
Chi ha inventato il taximetro?
Il taximetro fu inventato da Wilhelm Bruhn nel 1891 in Germania, rivoluzionando il sistema di pagamento per i trasporti pubblici a pagamento.
Quando è stato inventato il primo taxi?
Il primo taxi con taximetro fu utilizzato nel 1897 a Stoccarda, con un’auto Daimler appositamente modificata.
Storia del trasporto pubblico urbano
Il trasporto urbano iniziò con tram a cavalli e carrozze pubbliche, evolvendosi poi con autobus, taxi e metropolitane in tutto il mondo.
Origine della parola tassista
Tassista deriva da tassa o tariffa, legata al servizio a pagamento del taxi. Indica la persona autorizzata a guidare un taxi.


